OLGA MISIURA

Olga Misiura

Olga Misiura nasce in Bielorussia il 19 luglio del 1984. Si trasferisce in Italia nel 2008 e vive a Soriano nel Cimino, nella provincia di Viterbo.

L’amore per le camminate e la natura italiana la portano, un giorno, alla decisione di comprare una macchinetta fotografica per portare la bellezza, racchiusa in uno scatto, a casa.

Si avvicina al mondo della fotografia e coltiva la sua passione nel tempo dando spazio alle sue emozioni. Molto l’ha aiutata a crescere il corso di fotografia S.M. della Quercia, soprattutto il suo insegnante, Massimo del Citto, che stima tantissimo.

Viene accompagnata e immersa nel mondo dei cavalli grazie alla passione del marito che non solo li accudisce e li alleva ma li addestra anche. Ed è da qui che prende lo spunto più incisivo e a cui dedica queste sue fotografie.

L’osservazione, durante la doma le stimola gli scatti rilevanti che determinano i momenti salienti e di profonda importanza della tecnica: lo sguardo del cavallo, la forza nelle sue zampe, l’abbandono fiducioso, trasmettendole la piena collaborazione in quel “tutto”, condiviso tra il cavallo e il suo domatore.

Anna Maria Panfili

I ain’t no candle in the wind

È il primo giugno 2019 e, penso -con un lieve involontario sorriso- a questa prima giornata di sole dopo un lungo periodo di pioggia. Subito vengo attratta da un forte desiderio dell’odore di mare, che mi conduce fino al vecchio porto di Civitavecchia. Lo scenario mi rapisce… ma non sono le vecchie mura di travertino che contrastano il cielo azzurro, non un piccolo gruppo di pescatori e nemmeno una parte di una vecchia barca romana ristrutturata pochi anni fa, ad impressionarmi. Sono, invece, le numerose barche a vela, tutte in una ordinata fila, ancorate al molo. Numerose e silenziose, vuote, nessuno sopra che le renda vive, attendono impazientemente di ripartire, dopo il lungo inverno. Noto il loro lieve movimento, uno spostamento di forme potente, in totale sincronia con il vento. Ondeggiano e mi sussurrano il loro fremente desiderio di essere liberate. La sola e sublime volontà di sentirsi parte di questa armonia che si chiama mare.

Rifletto sull’esperienza vissuta, tutto finalmente ha un senso e mi conforta il messaggio preciso della dinamicità che non muta. È nel mio immaginario, ma vero!

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