RAFFAELE BALLIRANO

Raffaele Ballirano

Nato a Ischia il 17dic1966, residente a Civitavecchia,

Fotografo amatoriale dal 2011. Nasce come paesaggistica, fotografa il litorale e i luoghi in cui vive, valorizzando gli ambienti e all’interazione di rapporto con l’uomo invitando lo spettatore alla riflessione. Iscritto FIAF é segretario dell’associazione Cinefotografica di Civitavecchia

Tra il 2015 2016, la ricerca fotografica a portato al progetto fotografico relativo a “Il sapere delle mani “ una sorta di scoperta e riscoperta dell’arte della manualità artigiana poi in una mostra itinerante. Quasiprende corpo il progetto” Non cammino ma volo”. Il progetto, oltre ad essere pubblicato da Telethon italia sul suo magazine, ha conseguito: il primo premio portfolio concorso FIAF di Latina anno 2016; secondo premio Calizzano 2016 ed ha fatto parte di mostra collettiva Incontrarte 2017. Tra il 2017 2018 ha intrapreso il Progetto VuotoXPieno. Progetto completamente basato sulla tecnica ICM poi in mostra a maggio 2018 a: Tarquinia, Incontrarte 2018 e Collettiva Tuscania 2018.

Hidden faces

Mi capita spesso di ragionare sul mio muovermi in spazi urbani con la macchina fotografica seguendo un flusso; una sorta di spazio-tempo nondefinito, quasi impalpabile. Mi muovo in mezzo a gente diversa, ma immagazzino immagini di persone senza espressione. La domanda che mi pongo è: immagini di questo genere omologando la registrazione di qualsiasi espressione che scopo hanno? Sono forse immagini inutili? Tutto è distrazione, tutto è sottovalutato, tutto passa velocemente, tutto è distratto e senza memoria come il like che apponiamo alle foto sui social; quanto le analizziamo? quanto dedichiamo all’immagine? quanto ci soffermiamo prima del like? Allora la macchina con il tempo lungo e il movimento forse non sono inutili, ma sono il modo di alleggerire il superfluo, lasciando solo un dato visivo di base. Ognuno, se vuole, può immaginare l’espressione del soggetto riempendo lo spazio vuoto attraverso la sensazione che ha tratto dalla visione della foto, conferendo al soggetto, espressione propria ed indipendente. Ridonare alla fotografia la sua dimensione storica, attraverso l’astrazione e l’impatto emotivo, prima che si perda nella fitta nebbia dei like distratti

Se l’occhio avesse la perfezione di una lente d’ingrandimento, la

fotografia sarebbe insopportabile “

Delacroix

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